Quaderno Viggiutese

Che cos'è il dialetto.

all'amico Enrico Molina

Sul piano strettamente linguistico il dialetto è, né più né meno, una lingua; un sistema in sé completo ed uno strumento atto ad assicurare perfettamente la comunicazione verbale.

Lo distinguiamo dalla lingua perché è limitato ad una determinata area del territorio nazionale, perché non si è affermato come strumento di comunicazione nei vari istituti propri della vita associata.

La frammentazione politica del nostro paese ed una stratificazione sociale che escludeva la stragrande maggioranza della popolazione dalla istruzione determinarono il perdurare dell'uso prevalente del dialetto nella comunicazione orale.

Solo negli ultimi quaranta anni, per l'azione dei mezzi di comunicazione, si è raggiunta la situazione in cui l'uso del solo dialetto è una eccezione; il bilinguismo è ampiamente diffuso.

I dialetti, tutt'oggi, caratterizzano fortemente la pronunzia della lingua italiana.

Chi ha assimilato, nella sua vivace genuinità, un dialetto locale, deve considerarlo come un patrimonio prezioso da ricordare e difendere da ogni azione livellatrice nella sua integrità, perché è testimonio del passato e parte ancora vitale ed importante del nostro presente."

 

(da Beniamino Prati - Guida alla comunicazione linguistica.)

 

La presente ricerca sul dialetto viggiutese, iniziata molti anni addietro dall'amico Enrico Molina, ha lo scopo di ricordare alle nuove generazioni espressioni tipiche di una comunicazione orale locale che è parte integrante ed inscindibile della nostra cultura.

Mi auguro e spero che altri vogliano collaborare a tenere vivo il ricordo e la pratica di un dialetto che, come gli altri, si italianizza sempre più, perdendo così la sua fragranza paesana.

 

Gibi Franzi.

Viggiù, Settembre 1997

 

            Ritorna.gif (3009 byte)Ritorna alla Home page                          ContinuaVai.gif (3010 byte)